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Se Clooney Andasse in Vespa…

VespaOrmai lo sa tutto il mondo che George Clooney ama passare le vacanze sul lago di Como nella sua Villa Oleandra a Laglio. Di recente il divo americano è stato protagonista di un episodio curioso che è finito sulle pagine del quotidiano locale La Provincia, qui e qui. Un episodio tanto curioso che mi ha spinto a scrivere questa lettera al quotidiano, poi pubblicata nella rubrica Lettere al direttore:

Mi chiedo quanti sorrisi abbia strappato l’articolo apparso Sabato scorso sul nostro quotidiano in merito al curioso episodio che ha visto come protagonista il bel George Clooney in sella alla sua Harley in quel di Dizzasco, dove a quanto pare si era recato per una visita improvvisata alla casa di riposo e non è stato riconosciuto dal portiere.
Da buon Vespista e amante delle due ruote ho cercato di immaginare cosa sarebbe successo se si fosse presentato in sella a una Vespa piuttosto che sulla sua rombante Harley-Davidson. La Vespa è stata un simbolo di libertà per generazioni di italiani e lo è tuttora, perciò mi piace credere che se fosse arrivato in Vespa il portinaio avrebbe avuto un atteggiamento diverso, magari ricordando i viaggi fatti in gioventù con la propria Vespa. Una passione in comune che avrebbe agito da lasciapassare molto più della rumorosa moto americana.
Personalmente mi è capitato più volte che persone non più giovani si fermassero a guardare la mia Vespa e con un sorriso spontaneo iniziassero a raccontarmi delle loro avventure passate in sella allo scooter Piaggio.
George dà il buon esempio scegliendo le due ruote per le sue passeggiate nel comasco. Questo sì che dovrebbero farlo più comaschi che sembra preferiscano abbandonarsi al caos e allo stress causati dal traffico da loro stessi alimentato piuttosto che lasciare la comodità della propria auto anche per pochi chilometri.
Presterei volentieri la mia Vespa al divo americano, così forse la prossima volta avrà più fortuna nelle sue visite improvvisate senza addetti stampa al seguito. Conoscerà bene ogni palmo di Hollywood e adorerà il film Easy Rider, ma forse ignora ancora come farsi ben accogliere dai comaschi un pò laghèè. 😉

La simpatica risposta di Pierangelo Marengo: Il suo, oltre che un atto d’amore per la Vespa, è una simpatica digressione nel mondo del possibile. Naturalmente è tutta da dimostrare, ma nessuno può impedirle di cullarsi in un sogno su due ruote.

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Le Castagne del Vespa Club Como

VespaClub ComoLa scorsa Domenica il Vespa Club Como ha organizzato Cagna la Castagna, una festa pubblica ai piedi delle antiche mura romane di Como, dove le persone povevano mangiare caldarroste, bere vino, ascoltare musica, incontrare amici e ammirare la linea di Vespe e di Citroën 2CV.

E’ stata la mia prima volta ad un loro evento pubblico, dato che sono diventato membro del club solo un paio di settimane prima.

Ero andato al loro incontro serale settimanale, invitato dal presidente Gianluca Cesana, con un pò di esitazione, perchè qualcuno mi aveva messo in guardia sul fatto che i nuovi modelli di Vespa come la GTS non sono apprezzati quanto quelli d’epoca.

Perciò quando ho dovuto rispondere alla prima domanda su quale Vespa avessi, il presidente disse ai membri di aspettare a giudicare e lasciarmi raccontare cosa avevo fatto con la mia Vespa questa estate, proprio mentre alcuni di loro iniziavano a borbottare ( ma con un tono chiaramente scherzoso 😉 ) sul fatto che avessi una GTS, dato che l’avevano già notata. Dissi loro del viaggio per l’Italia e subito iniziarono a raccontarmi dei loro viaggi più lunghi fatti in Vespa. Il ghiaccio si era rotto grazie all’intervento di Gianluca e trovammo immediatamente qualcosa da condividere. 🙂

Gianluca mi ha dato l’adesivo del club che è piuttosto originale come potete vedere qui a fianco. Il bimbo che fuma in sella alla Vespa è stato disegnato da un artista della Bonelli, la nota casa editrice italiana di fumetti. Ora lo porto con orgoglio sul parabrezza! :mrgreen:

Mi è piaciuta l’accoglienza dei membri del club, sono davvero un bel gruppo di Vespisti.

La Vespa è un mito per gli italiani e soprattutto una grande passione da condividere.

L’Italia s’è Vespa” era uno degli slogan che ho notato su un vecchio manifesto pubblicitario al Museo Piaggio e che richiama l’inizio del nostro inno nazionale, “L’Italia s’è desta“.

Quelli del marketing sono davvero matti si sa… 😉

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Artigiani-Imprenditori a Innovacomo

InnovaComoIeri sera ho partecipato ad una conferenza organizzata da Innovacomo, l’iniziativa di Confartigianato Imprese Como che punta a promuovere l’innovazione tra le piccole e medie imprese artigiane locali.

C’erano molti più partecipanti del previsto, un chiaro segno dell’interesse per l’argomento. Il Signor Cleto Orefice mi aveva raccomandato di partecipare, dato che era stato invitato a parlare del progetto realizzato per la Sartoria Orefice con la coordinazione del Centro Volta.

Vestito con un abito impeccabile, come solamente un sarto potrebbe fare, ha tenuto una presentazione chiara ed efficace in pochi minuti di discorso. 🙂

Dopo di lui alcuni altri artigiani-imprenditori hanno presentato i propri casi di successo.

Era la prima volta che partecipavo ad uno dei loro incontri e mi sono sentito a mio agio tra di loro, forse perché mi sento un artigiano anche io dopotutto. I tipi di strumenti possono essere diversi, dato che io lavoro con byte e linee di codice mentre un artigiano come il Signor Orefice utilizza ago e filo per per creare abiti su misura di alta qualità. Beh, a dirla tutta ora usa anche un PC e una connessione a Internet. 🙂

Bruno Panieri, responsabile del settore mercato e regole di Confartigianato, era connesso da Roma grazie alla funzione di videoconferenza di Skype. Egli ha avuto parole di apprezzamento per l’iniziativa Innovacomo considerandola un esempio da seguire a livello nazionale, una sorta di stella polare ha detto.

Lo staff di Innovacomo punta a costruire una rete composta da due elementi fondamentali: una comunità di artigiani-imprenditori e un database di idee, connetterle e promuovere l’innovazione. Credo che avranno successo solamente se uniranno le forze con altre iniziative locali quali IComo. Non ha senso secondo me cercare di fare passi importanti da soli nel campo minato dell’innovazione in un mercato globalizzato. Sinergia è la parola chiave per aiutare a trasformare una semplice idea in un caso di successo, come è avvenuto per il progetto Orefice.

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IComo: 8° Matching sull’Innovazione Tecnologica

IComoLa scorsa settimana ho partecipato all’8° matching sull’innovazione tecnologica organizzato dal Centro Volta, l’evento mensile promosso dall’iniziativa IComo con l’obiettivo di aiutare le piccole e medie imprese locali ad innovare.

Le presentazioni questa volta hanno spaziato dai nanomateriali applicati alle fibre tessili per poter garantire ad esse nuove proprietà quali la resistenza ai batteri, agli ultimi sviluppi nella produzione dei cristalli liquidi, ai sistemi di imaging avanzati utilizzati in robotica, alla selezione e implementazione di un elemento naturale con DNA unico per poter tracciare un prodotto lungo tutta la filiera produttiva e garantirne l’originalità.

Durante la presentazione di Pierangelo Metrangolo sui cristalli liquidi, egli ha ricordato che proprio a Villa Olmo, nella grande sala al di sotto di quella in cui sedevamo, nacque la chimica moderna grazie a Heisenberg, Fermi e altri scienziati durante un grande congresso tenutosi nel 1927.

Questi matching sono sempre interessanti e parecchi dei relatori provengono da laboratori italiani di alto livello. Lo staff di IComo infatti punta a stimolare le idee degli imprenditori locali e a ragione, specialmente quando le presentazioni sono così brillanti. Il numero dei partecipanti sta crescendo, un buon segno della campagna di informazione che stanno facendo per promuovere gli incontri.

Sarò a Smau il 5 Ottobre, l’esposizione sull’ ICT a Milano che da quest’anno è riservata agli operatori del settore.

C’è anche l’interessante struttura e-Academy e seguirò un paio dei numerosi seminari.

La mia Vespa mi porterà a Milano domani per l’esposizione, dopodiché riposerà per un paio di giorni nell’officina Motorantola dell’amico Marco per un check-up completo, necessario dopo il lungo viaggio per l’Italia. 🙂

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L’Indovinello del Sarto e dello Sviluppatore di Software

Orefice LogoCosa mai potrebbero avere in comune un sarto e uno sviluppatore di software?

Non avrei mai saputo trovare una risposta fino a qualche mese fa, quando ho iniziato a lavorare su un progetto di innovazione tecnologica commissionato da un prestigioso negozio di sartoria di Cernobbio, Sartoria Orefice, con la coordinazione scientifica del centro di ricerca Centro Volta. Ho scritto di questo progetto nei precedenti aggiornamenti e ora che ci stiamo avvicinando alla conclusione ho avuto il permesso di scriverne più in dettaglio.

Sartoria Orefice è una delle poche piccole imprese in questo settore di mercato di alta qualità, rinomata per la propria eccellenza non solo in Italia ma anche in molti paesi del mondo, a tal punto che parecchi clienti vengono a Cernobbio dall’estero per chiedere al Sig. Lino e a suo figlio Cleto, che ora gestisce l’attività, di realizzare per loro l’abito perfetto.

Ttornando alla domanda iniziale, credo che la risposta più appropriata risieda in una parola semplice: Eleganza! 🙂

Considerate il duro lavoro che il sarto, guidato solo dalla sua esperienza, realizza ogni giorno con degli strumenti così semplici quali ago e filo. Confrontate ora con il lavoro compiuto nel corso degli ultimi mesi attraverso strumenti solo apparentemente più complicati quali bit e byte per creare un sistema harware e software che renderà il lavoro degli Orefice molto più efficiente e profittevole.

La parte software in particolare è stata fatta su misura, come si dice, e il risultato finale è elegante quanto un abito finemente lavorato a mano. 😉

Essi saranno in grado di espandere la propria attività con questo sistema, infatti la ragione per la quale hanno investito in questo progetto è perché credono nelle sue potenzialità.

Sono stato contento di trovare delle persone così in gamba con le quali lavorare: Cleto, Lino, il loro gentile staff e Matteo del Centro Volta. Lavorando fianco a fianco con loro ho avuto il piacere di imparare alcuni dei segreti di un’arte manuale, antica quanto l’uomo, portata alla perfezione da 5 generazioni di sarti. Quest’anno infatti celebrano 150 anni da quando il primo Orefice ha avviato l’attività nel 1856.

Questo progetto mi ha dato la possibilità di fare esperienza in diversi campi, dallo sviluppo di software personalizzato alla familiarizzazione con il più recente hardware dedicato alla videosorveglianza e videoconferenza basato su IP, in particolare con prodotti Sony, ma soprattutto mi ha dato l’opportunità di imparare a trattare con le persone nel modo migliore, comprendendone le necessità e trasformando un problema in una soluzione funzionante in maniera efficiente.

Mi piacerebbe poter applicare questo tipo di approcio ad un’altra piccola impresa locale. Lo staff del Centro Volta è pronto ad arruolarmi ancora se qualcun altro dovesse richiedere la loro assistenza in un progetto di innovazione tecnologica, magari nell’ambito dell’iniziativa IComo.

Potreste contattarmi direttamente se preferite, mentre se avete bisogno di un abito di altissima qualità fatto in Italia ora sapete chi chiamare. 😉

Con il loro nuovo sistema Cleto e suo padre saranno in grado di assistervi in tutte le fasi, dalla scelta del tessuto ai più fini dettagli del vostro abito, anche se vivete dall’altra parte del mondo.

Di recente mi sono imbattuto in una citazione significativa di Einstein che ha ispirato l’indovinello iniziale:

Se vuoi descrivere ciò che è vero, lascia l’eleganza al sarto.

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Ama il Tuo Gatto, Odia la Sua Lettiera

LitterKwitterQuesto è bizzarro… fate un bel respiro perché questo è davvero bizzarro! 🙂

Avete un gatto? Vive nella vostra casa? Se sì non potete non volergli bene dal momento che avete instaurato una relazione speciale con lui sin dal momento in cui è entrato in casa e ne ha preso possesso a tutti gli effetti. 😉

Così è successo col mio gatto Willy e se anche voi avete un gatto allora abbiamo un piccolo problema in comune: la lettiera!

Dovete prendervene cura, mantenendola pulita, riempiendola regolarmente di sabbia e sbarazzandovi degli escrementi dal momento che il vostro gatto non sa farlo da sè.

E qui arriva la soluzione: si chiama Litter Kwitter e ha lo scopo di addestrare gradatamente il vostro gatto ad usare la toilette!

Beh, vi avevo avvertito che questo era piuttosto bizzarro… tanto bizzarro quanto lo può essere una soluzione geniale ad un problema comune a cui nessuno aveva finora pensato.

L’idea del Litter Kwitter è venuta all’imprenditrice australiana Jo Lapidge guardando il film Ti presento i miei con Ben Stiller e Robert De Niro. Nel film potete vedere la superba prestazione del gatto, Mr. Sfigatto, che utilizza la toilette di De Niro.

Così Jo ha studiato un sistema per addestrare un gatto a fare la stessa cosa. Ci sono tre passi da seguire per farlo abituare a salire sul bordo del water, mettere le zampe nella corretta posizione, mantenersi stabile e in tutta tranquillità dedicarsi ai suoi affari privati.

Le tre fasi sono ben spiegate sul sito ufficiale del Litter Kwitter e sul DVD fornito con la confezione.

L’ho acquistato dato che sono rimasto meravigliato da questa idea e dai vantaggi risultanti da un addestramento completato con successo: basta lettiera e un pò più di igiene in casa!

I gatti sono intelligenti, lo sapete bene se vivete con uno di loro, o anche con più di uno, ma sono creature abitudinarie, perciò dovreste procedere con molta cura con questo metodo, se vorrete ottenere un risultato positivo.

Willy sta andando bene, è ancora alla fase rossa, quasi pronto per quella arancione, e con pazienza e il giusto incoraggiamento penso che sarà completamente addestrato entro poche settimane.

Grazie a Jo per la sua invenzione dunque, ora mi chiedo se mai salterà fuori con un nuovo metodo per addestrare i gatti a tirare anche l’acqua della toilette! :mrgreen:

Amate il vostro gatto, creature così speciali.

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Il Sole e La Notte Bianca di Como

IlSoleIl Sole, the sun, in inglese. Non avrebbero potuto scegliere un nome migliore e più appropriato per la dinamica ONLUS (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale), divenuta di recente ONG (Organizzazione Non Governativa), che si occupa di adozioni a distanza e progetti di cooperazione internazionale, nata a Como nel 1997 dall’iniziativa della Sig.ra Olivia Piro.

Qualcuno dice che il nome è la cosa più importante per una persona, così lo è per Il Sole e le persone coinvolte in essa come volontari, dal momento che questo nome riflette pienamente l’energia che essi portano con sè nel desiderio di aiutare i bambini di paesi lontani quali l’India, l’Etiopia e il Burkina Faso.

Sono sempre molto occupati, ma non si dimenticano mai di festeggiare i propri successi, pertanto la scorsa settimana hanno organizzato un piccolo party per inaugurare i nuovi uffici a Como, il loro quartier generale operativo, due volte più grande del precedente, ma soprattutto posizionato in un’area più tranquilla e illuminato dalla luce del sole per la maggior parte del giorno, rendendo così più piacevole per i volontari occuparsi del proprio lavoro. Di recente inoltre hanno ricevuto una nuova Jeep Toyota dalla Fondazione Comasca per utilizzarla nelle loro operazioni nel Burkina.

Ora si stanno preparando per una serie di eventi previsti per l’imminente Notte Bianca di Como il 10 giugno.

Occuperanno l’intera Piazza De Gasperi vicino al lago e alla stazione della Funicolare ed intratterranno il pubblico durante l’intera notte. Persino quattro comici del popolare show televisivo italiano Zelig si esibiranno sul palco. Per una intera notte diventerà La Piazza del Sole!

Non vedo l’ora, anche se ci sarà parecchio lavoro da fare come volontario! 🙂

Al momento ci sono due inizative se volete supportarli: l’annuale sottoscrizione a premi che durerà fino al 24 Luglio e la donazione del 5×1000 sulla dichiarazione dei redditi. Potete avere maggiori informazioni visitando il sito de Il Sole.

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Touristech 2006 e Veronafil

TouristechDue giornate intense hanno fatto trascorrere il fine settimana più velocemente del solito. Venerdì ho partecipato all’evento Touristech tenutosi a Villa Erba e ho passato la maggior parte di sabato alla fiera di filatelia e numismatica Veronafil a Verona.

Touristech è il primo evento organizzato da Wireless dedicato alle nuove tecnologie e all’innovazione digitale al servizio dell’intrattenimento culturale e dei servizi di ospitalità per i turisti. Per questo incontro non avrebbero potuto scegliere un posto migliore della stupenda Villa Visconti, immersa nel parco di Villa Erba a Cernobbio. Era da parecchio tempo che non mi capitava di passeggiare in quel parco, sebbene sia spesso a Cernobbio, e non ricordavo che fosse così piacevole e rilassante. Infatti è stata la prima volta che non sono tornato a casa stanco dopo una giornata di presentazioni al contrario di ciò che di solito accade dopo eventi simili organizzati a Milano.

Uno dei moderatori non ha dimenticato di menzionare che lì sono state filmate alcune sequenze del film Hollywoodiano Ocean Twelve. Dopotutto i benefici della presenza di George Clooney nella sua villa a Laglio sembrano essere di maggior valore delle opere di Luchino Visconti…

Le presentazioni sono state tutte interessanti, specialmente per il fatto che la materia trattata costituisce la base per un progetto software sul quale sto lavorando assieme ad un gruppo di persone che ho riunito all’inizio di quest’anno. Sono le persone a fare la differenza in ogni cosa e questo progetto sta prendendo forma proprio grazie a loro. 🙂

Ho incontrato Paolo Conti, giornalista de Il Sole 24 Ore, il brillante moderatore del recente Mobile Force & Office Forum 2006 e abbiamo avuto l’opportunità di parlare un pò del progetto.

Dopo una mattinata di presentazioni da parte di rappresentanti dei principali attori del mercato del turismo in Italia, quali il Touring Club tra gli altri, l’evento si è concluso con una serie di casi di successo di tecnologia mobile applicata alle escursioni fuoriporta, quali la guida su PDA che stanno sperimentando presso il Parco della Villa Reale di Monza e la guida su PDA attualmente in uso presso lo Swiss National Park.

Ho poi trascorso il sabato tra gli innumerevoli piccoli stand di collezionisti di monete e francobolli allestiti in uno degli enormi padiglioni di Verona Fiere. Devo rivelare che ciò ha qualcosa a che fare con il lavoro dietro alla versione PC di EcPc? 😉

La mia attenzione era rivolta alle Euro monete ovviamente e ho avuto l’opportunità di incontrare alcuni utenti del forum italiano LaMoneta.it, ma inaspettatamente sono tornato a casa con una sorpresa altrettanto preziosa: sono riuscito a recuperare la Vespa Verde, l’unico modello di Vespa realizzato per la famosa serie di sorprese Kinder!

Sono venuto a conoscenza di questo particolare oggetto quando ho letto il libro Vroom with a view di Peter Moore e avrò certamente un’altra occasione di scrivere qualcosa in più in merito. 😉

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IComo: Brevetti e Diritti di Proprietà Intellettuale

IComoI brevetti e i diritti di proprietà intellettuale sono stati l’oggetto del seminario organizzato dal centro di ricerca Centro Volta nell’ambito dell’iniziativa IComo: la fabbrica delle idee, un progetto che punta a promuovere l’innovazione tecnologica tra le piccole e medie imprese locali.

Il seminario ha avuto luogo a Villa Olmo, luogo scelto per l’attuale mostra dedicata a Magritte, e si è svolto attraverso una serie di presentazioni da parte di rappresentanti di aziende e di consulenti professionisti coinvolti nella delicata questione della tutela dei diritti di proprietà intellettuale e della valorizzazione dei benefici e del valore aggiunto dei brevetti.

L’attuale tendenza è quella di considerare un brevetto non solo come un buon strumento di protezione legale di una idea aziendale o di un metodo di lavorazione, ma anche come risorsa interna con la quale fare affari, un modo di pensare che gli americani già conoscono molto bene ed utilizzano efficacemente. Testimoni di ciò sono stati i rappresentanti di grosse compagnie quali ABB e Fiat con il proprio CRF (Centro Ricerche Fiat).

Dalla conferenza è emerso chiaramente che valutare la convenienza e l’opportunità di depositare un brevetto è una questione delicata e richiede il supporto di esperti necessari per realizzare una serie di studi e ricerche per poter essere in grado di produrre un brevetto forte, il quale può servire da strumento efficace di tutela, specialmente per le piccole aziende locali che hanno costantemente a che fare col fenomeno della contraffazione di un mercato oramai globalizzato.

Il progetto di innovazione tecnologica nel quale sono attualmente coinvolto, sotto la diretta coordinazione del Centro Volta, sta prendendo in esame queste problematiche e dopo questo seminario sono ancora più convinto dell’opportunità di depositare un brevetto per tutelare il lavoro che stiamo facendo e poi fare affari grazie ad esso, se possibile.

Depositare un brevetto invece di mantenere un segreto industriale all’interno di una azienda ha sia vantaggi che svantaggi. Con un brevetto l’idea viene resa pubblica, ma si rimane tutelati per il numero di anni per i quali si ha intenzione di fare affari con esso. Al contrario, pensate ad esempio alla formula della Coca-Cola. Si dice che non sia stata brevetta e pertanto rimane ancora un segreto industriale.

Il software è una materia ancor più delicata se inserito nelle problematiche della brevettazione, ma questo non è stato oggetto di discussione nel seminario. La Commissione Europea sta ancora dibattendo sui brevetti software e dato che sono considerati un grosso ostacolo all’innovazione, specialmente dai piccoli sviluppatori, vi suggerisco di leggere qualcosa in merito alla campagna NoSoftwarePatents.

Il seminario si è concluso con una presentazione divertente e brillante da parte di un avvocato che ha illustrato ai partecipanti alcuni significativi esempi del modo di lavorare nel nostro Paese rispetto agli Stati Uniti. Sembrano essere pianeti diversi in questa materia specifica, non solo per i numeri coinvolti. 😉

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René Magritte a Como: L’Impero delle Luci

Magritte ComoIl bacio, Il sapore delle lacrime e L’impero delle luci.

Questi sono i tre dipinti di René Magritte che mi hanno colpito di più durante la visita alla mostra che si sta svolgendo in questo periodo a Como. Una mostra che sta ottenendo parecchi commenti positivi sia da parte dei critici che del pubblico, e che probabilmente raggiungerà e poi sorpasserà il numero dei visitatori delle due mostre dedicate a Picasso (77.000 visitatori) e Mirò (70.000) che hanno avuto luogo negli ultimi due anni nelle stesse sale della stupenda Villa Olmo.

Mi è piaciuta davvero e vi raccomando di visitare il sito MagritteComo per avere le corrette indicazioni per poter venire a Como e visitare la mostra. Durerà fino al 16 luglio.

Ho trascorso due ore ammirando tutte le 80 creazioni del Genio Belga e mi sono sentito rilassato ed arricchito quando sono uscito dalla Villa. Ho utilizzato la parola Genio dal momento che egli rifiutava il titolo di “artista”, preferendo quello di “uomo che pensa”, dato che considerava se stesso come qualcuno che comunicava i suoi pensieri attraverso la pittura proprio come altri facevano utilizzando la musica o la scrittura.

Villa Olmo e il suo parco sul lago è il luogo perfetto per ospitare tali opere d’arte surrealiste. All’interno della Villa hanno utilizzato i Dilumo, che sta per Dispositivi luminosi mobili. Sono delle strutture di metallo leggere ricoperte dal tipico telo nero utilizzato nelle scenografie teatrali. Ogni opera è illuminata da fibre ottiche. Si tratta della sola luce attiva nella mostra e contribuisce parecchio all’atmosfera di mistero che si avverte lungo il percorso.

Ho letto alcune cose interessanti sulla vita di Magritte e in particolare ricordo che egli amava invitare gruppi di amici per mostrar loro gli ultimi dipinti e giocare al “gioco del titolo” per poterne scegliere il titolo. 🙂

Peccato che le audioguide che si possono utilizzare lungo il percorso della mostra commentino solamente 22 delle 80 opere. Probabilmente non mi farò sfuggire l’occasione di visitarla una seconda volta, magari accompagnato da una vera guida! 😉

Secondo me, le tecnologie mobili potrebbero essere davvero utili in questo tipo di eventi ed infatti questo è l’oggetto di un progetto al quale sto lavorando dallo scorso anno. Presto avrete maggiori notizie in merito.

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